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Lunedi 26 aprile 2021, purtroppo ancora da remoto, si è tenuta una conviviale “telematica” nel corso della quale sono stati trattati vari argomenti: dai progetti di service in atto ai prossimi incontri, con l’auspicio di riuscire ad organizzare almeno uno o due aperitivi in presenza entro la fine dell’anno rotariano in corso. Ma, soprattutto, il nostro Vice Presidente Servio Vinciguerra ci ha deliziato con quale pillola sul Rotary: Qualche considerazione sull’identità del Rotary e dei Rotariani è stato, per la precisione, il titolo della sua esposizione. Sono oramai trascorsi 116 anni dalla fondazione della nostra associazione ma il rigore etico, i principi morali e l’ideale del servire che ne costituiscono l’essenza non devono mutare. Il Rotariano non deve solo offrire strumenti finanziari per aiutare i più deboli ma anche, e soprattutto, deve personalmente adoperarsi nell’attività di servizio: ognuno lo deve fare seguendo le proprie inclinazioni naturali, sfruttando le proprie abilità professionali. Lo spirito di amicizia che funge da collante e da forza motrice del Rotary deve valicare i confini nazionali: la nostra è la prima associazione non religiosa che è stata in grado di espandersi in tutto il mondo. Purtroppo la pandemia in atto ha dimostrato che, nonostante il grande lavoro messo in atto dalla Fondazione, mancano ancora degli organi cui demandare il compito di coordinare i service sovranazionali. C’è ancora tanto lavoro da fare: il Rotary non si ferma mai ma con l’aiuto e l’impegno di tutti si può e si deve crescere ancora.

Lunedi 29 marzo 2021 abbiamo avuto il piacere di ospitare il nostro Governatore, Michelangelo De Biasio. Per l’occasione il Club ha partecipato nella sua quasi totalità, riscuotendo i ringraziamenti di Michelangelo per l’affetto dimostrato; alla compagine sociale si sono aggiunti due aspiranti soci –Cristina D’Altilia e Corrado de Stasio Crida-, la nostra cara Assistente Liliana ed il Segretario Distrettuale Cesare Crescio. Il Governatore ha lodato gli sforzi che il nostro Club sta facendo per mantenersi “attivo”, sempre comunque e nonostante la pandemia: impegno premiato all’evidenza anche dai numeri dell’effettivo. A tal proposito, ha destinato un elogio particolare al Progetto Giovani, portato avanti con passione da tutto il Club: i giovani, ha infatti sottolineato il Governatore, sono fondamentali perché con la loro impazienza, la loro voglia di fare e la loro fantasia sanno spontaneamente coinvolgere anche “gli anziani” e questa unione non può che portare a grandi successi. Un plauso ha suscitato anche la traduzione e stesura del libro Paul Harris – This rotarian age su cui il Club si sta cimentando: opera questa definita da Michelangelo “finanche bella” e meritevole di essere posseduta ed esposta da ciascuno nella propria collezione. Sebbene fisicamente lontani, il Governatore è riuscito comunque a trasmetterci una importante dose di apprezzamento e di fiducia, dichiarandosi pronto a supportarci nei nostri progetti là dove avremo necessità ed esortandoci a continuare il percorso intrapreso: caro Michelangelo, Ti giunga quindi corale il nostro ringraziamento!

Lunedi 23 febbraio 2021 il nostro Socio Mario Pejrone ci ha intrattenuti, da remoto, con una relazione molto interessante su un tema decisamente attuale: lo smart working. La pandemia ha rivoluzionato le nostre vite, ivi incluso il lavoro: basti pensare che nel 2019 le persone che lavoravano da remoto erano circa 570.000 mentre oggi a distanza di soli due anni sono diventate addirittura 6.000.000! Si può, quindi, affermare che questo nuovo “concetto” di lavoro fosse in allora già in atto, quanto meno a livello sperimentale, e che il Covid sia intervenuto accelerando un percorso già avviato. Ma forse non eravamo così pronti a questa nuova sfida…né a livello personale né a livello organizzativo-aziendale. Da una ricerca effettuata dalla Eurosearch Consultants risulta, infatti, che in dodici mesi di remote working la crescita professionale dei lavoratori si è bloccata, difetta completamente l’apprendimento, si sono persi i riti che consolidano i legami fra i colleghi ed è venuto a mancare l’universo lavorativo comune a tutta l’azienda. Ecco quindi che il management aziendale deve studiare e adottare nuove soluzioni organizzative che responsabilizzino il dipendente, così come deve sviluppare una leadership che si basi sempre meno sul controllo fisico esercitato sui propri sottoposti e sempre più sulla loro capacità di realizzarsi. Uno smart leader, insomma, è come un direttore di orchestra: deve essere un visionario in grado di monitorare gli obiettivi e di mettere in relazione fra loro i suoi dipendenti, affinché li raggiungano in sinergia. Lo smart working è oggi una necessità: ma, quando usciremo dalla situazione emergenziale che stiamo vivendo, torneremo a fare quello che facevamo prima, a lavorare come lavoravamo prima? E’ sorprendente sapere che il 60% degli intervistati sul punto non vuole rinunciare al lavoro “da remoto”, che solo il 2% di loro vuole ritornare al lavoro “di prima” e che la percentuale residua si dichiara disponibile ad alternare entrambe le ipotesi lavorative. Quale che sia il futuro che ci attende, Mario ci ha regalato un’analisi attenta e meditata di quello che sta accadendo, e lo ringraziamo per la passione con cui ci ha intrattenuti. Così come ringraziamo gli ospiti che si solo collegati alla riunione: in particolare Elisa Debernardi, Michele Darò, Marco Maio e Sergio Gasca del RC Pinerolo, e gli aspiranti soci Cristina d’Altilia e Corrado de Stasio Crida.

Lunedi 8 marzo 2021 la nostra cara Giovanna Pittaluga ci ha intrattenuti con una chiacchierata autobiografica sulla sua carriera di docente universitaria. Laureatasi nel marzo del 1968 (verrebbe da dire quasi per il rotto della cuffia: l’Aula Magna di Palazzo Nuovo, infatti, era occupata e non c’era letteralmente un pertugio disponibile per discutere la tesi; solo a fine giornata di quel 5 marzo a Giovanna e ai suoi colleghi viene comunicato che si era liberato un solaio -!- nella sede del Rettorato in via Po), dopo un breve interludio presso un istituto secondario superiore, Giovanna approda alla facoltà di Matematica a Palazzo Campana. Complice, forse, anche la riforma scolastica del 1969 –che aprì l’accesso alle università ai diplomati provenienti da qualunque tipo di scuola secondaria-, le lezioni di Giovanna hanno sempre vantato una grande affluenza: pare addirittura che gli studenti si stipassero sui davanzali delle finestre pur di assistere alle sue lezioni (con buona pace di tutte le norme e le precauzioni in materia di sicurezza!). Per sua fortuna, Giovanna non può narrare di episodi di disparità di genere a suo danno: ha subito qualche torto (ma chi può dichiararsi esente?), ha ricevuto un pugno dritto in faccia da uno studente (da lei ribattezzato il “vendicatore matto”, perché il giorno prima pare avesse riservato il medesimo trattamento ad un altro docente che aveva osato bocciarlo) ma nulla che fosse diretta conseguenza del suo essere unA docente. Il Presidente Vincenzo Guarino ha, quindi, concesso la parola alle donne presenti alla riunione per sapere se fossero state ugualmente fortunate e quel che ne è emerso, in generale, è che queste interlocutrici hanno dovuto affrontare più che altro il “fio” di essere figlie di ovvero di non essere conosciute affatto, ovvero ancora di essere troppo giovani per il ruolo ricoperto: e che quindi hanno dovuto lavorare alacremente per dimostrare di essere la persona/donna giusta al posto giusto. E’ stata sicuramente una serata molto interessante, organizzata nel giorno che celebra a livello internazionale la donna. Ringrazio, pertanto, la nostra relatrice, la nostra Assistente Liliana Remolif, l’amica del RC Torino 150 Renata Cabodi, i due aspiranti soci Cristina d’Altilia e Corrado de Stasio Crida, nonché tutti i numerosi Soci che hanno partecipato (ivi incluso il nostro sempre caro Otello Bianchin!).

Lunedi 21 dicembre 2020, seppur costretti nelle rispettive abitazioni e nel pieno rispetto delle norme anti pandemia, ci siamo “incontrati” da remoto per il rituale scambio degli auguri natalizi. Il Presidente ha voluto ringraziare i numerosi Soci collegati perché, nonostante tutte le difficoltà portate dall’anno che sta per finire, forte è il senso di appartenenza alla nostra famiglia rotariana, da tutti dimostrato, e sempre costanti sono l’entusiasmo e la voglia di ritrovarsi e di fare insieme qualcosa di utile. Ha quindi dato la parola ai presenti affinché ognuno potesse esprimere i propri desideri: e ad uno ad uno, tutti hanno colto l’opportunità, chi augurando un sereno Natale, chi riponendo nel nuovo anno le speranze di un rapido ritorno alla normalità, e chi semplicemente abbracciando virtualmente tutti gli amici presenti, nell’attesa di poterlo fare di persona quanto prima. Naturalmente, come in una qualunque Natalizia degna di questo nome, abbiamo sollevato i calici e brindato tutti insieme: giunga a tutti, rinnovato, il migliore augurio di BUON NATALE e felice 2021!

Riunioni

Conviviali

il 1° e il 3° lunedì del mese
ore 20.00

Non conviviali

il 2° e il 4° lunedì del mese
ore 19.30

Dove

Il Circolo

via Vela, 15

Torino

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